Tutte le novità sul mercato immobiliare commerciale
Parola d’ordine: riconversione
3 Set 2013
Fonte: Immobiliare.it

Non è tempo di lasciare vecchi edifici in disuso, soprattutto se molto grandi. L’ha capito l’amministrazione comunale di Torino che ha individuato dieci edifici tra vecchi stabilimenti industriali, i primi della città, e palazzi aziendali che non sono più utilizzati. Gli immobili in oggetto, oltre che del Comune, sono di società pubbliche come Equitalia, Consap e Ferrovie dello Stato e verranno destinati a nuovi progetti e nuovi utilizzi nei prossimi anni. Per le idee circa la loro riconversione il Demanio ha indotto una gara d’appalto. A vincere sono state Nomisma e Yard: a loro è stato affidato il compito di pensare alle migliori soluzioni per la rivalorizzazione di questi stabili. Ad affiancare le società saranno Unicredit per la parte finanziaria e Nctm per gli affari legali.
Tra gli edifici nella lista ci sono due stabilimenti industriali per cui si è già avanzata la proposta di un progetto all’avanguardia per la realizzazione di un grande campus studentesco. I due edifici sono vicini e la loro posizione e le loro caratteristiche si prestano bene a una realizzazione di tipo social housing e/o ad un utilizzo per attività sportive. Per gli altri stabili, tra cui il famoso Palazzo della Luce, servono e saranno premiate le idee più innovative che rispettino chiaramente anche i nuovi standard di sostenibilità ambientale, economica e tecnica. La riconversione diventa quindi un importante campo su cui sperimentare nuove idee e nuovi progetti e su cui il Comune di Torino ha giustamente deciso di puntare, come ha già fatto quello di Bologna – che, negli scorsi mesi, ha affidato al Gruppo Sorgente alcuni immobili da riconvertire. Di recente, anche il Comune di Roma ha attuato un progetto di riconversione di alcuni immobili di proprietà del Ministero della Difesa.

Aziende e mercato immobiliare
5 Lug 2013
Fonte: Immobiliare.it

Tecnoborsa ha realizzato uno studio sulle imprese italiane e la loro posizione nel mercato immobiliare e da questa indagine emerge che quasi il cinquantacinque per cento delle imprese del nostro Paese ha una sede in affitto, dato già noto e consolidato, che meno del diciassette per cento possiede l’immobile nel quale svolge la propria attività e ben il 28,6 per cento sceglie il leasing come formula per la sede in cui lavora.

Confrontando questo risultato con quello rilevato nella precedente analisi di Tecnoborsa vediamo che diminuiscono le aziende che hanno un contratto di locazione, scende di due punti percentuali il dato complessivo, mentre aumenta sia la percentuale di coloro che possiedono la propria struttura che di coloro che hanno un leasing, in entrambi i casi incrementi intorno al due per cento.

Analizzando le società che possiedono il proprio immobile la ricerca ha evidenziato che il quarantuno per cento di queste aziende ha potuto acquistare la sede accendendo un mutuo, oltre il quattordici per cento, 14,3%, ha usato invece mezzi propri e il 4,3 per cento ha usato il leasing con formula di riscatto; ma la percentuale più importante, oltre il quaranta per cento, aveva già a disposizione i locali della sede.

Quasi il diciassette per cento delle aziende intervistate ha dichiarato di aver traslocato negli ultimi dieci anni, ma osservando solo quanto accaduto nell’ultimo biennio vediamo che le percentuali delle società che hanno cambiato sede si sono letteralmente dimezzate; tra queste ben il ventotto per cento era in affitto ed ha traslocato solo l’otto per cento delle aziende proprietarie degli immobili in cui lavorano.